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BUONI A NULLA di Gianni Di Gregorio

BUONI A NULLA di Gianni Di Gregorio - Cinema Farnese

Un film di Gianni Di Gregorio

Con Gianni Di Gregorio, Marco Marzocca, Valentina Lodovini, Daniela Giordano, Gianfelice Imparato. 

Genere: Commedia
Durata: 87 min.
Paese: Italia 2014

 

 
 
 

TRAMA (MY MOVIES)

Ancora sei mesi e Gianni andrà in pensione. Nell'attesa, passeggia o legge il giornale in ufficio, turbato solo da una mosca fastidiosa. Ma poi qualcosa accade e Gianni viene convocato dal direttore. Circolari, leggi, articoli, tutto sembra congiurare contro di lui, che scopre all'improvviso di dover lavorare altri tre anni e di doversi trasferire in un ufficio decentrato. La sua vita intanto va a rotoli, tra attacchi di panico, ansie, mancamenti, un'ex moglie assillante, una figlia che cerca casa ma in fondo vuole la sua, le automobili che impediscono il passo sulle strisce pedonali, un Suv parcheggiato in un vicolo angusto che ostacola il transito, le riunioni condominiali e una vicina anziana e indisponente. In suo aiuto arrivano Raffaele, dentista, compagno della moglie e all'occorrenza precettore spirituale, e Marco, collega disciplinato, accogliente e disponibile col prossimo, sempre troppo ingrato con lui. I consigli di Raffaele aiutano Gianni a liberarsi dalle tribolazioni accumulate e ad affrancare Marco dalle proprie insicurezze. Perché Gianni e Marco sono allo stesso modo gentili, tolleranti e decisamente inclini alla mitezza.
Facciamo un passo indietro. Gianni Di Gregorio esordisce a sessant'anni con Pranzo di Ferragosto e svecchia il cinema italiano. A colpire più del soggetto, quattro 'nonne' e un nipote âgée, è il trattamento. Libera, autobiografica e abitata da attrici amatoriali, la commedia festiva rimanda a un tempo che è quello delle sue protagoniste, quattro novantenni che si contendono il televisore e si fanno beffa delle prescrizioni mediche e dei regimi alimentari. Tra i capricci delle une e i protagonismi delle altre, si accomoda Gianni Di Gregorio, uomo di gusto e di (grande) pazienza che, alla maniera di Nanni Moretti, assume il nome proprio come regista/personaggio e satura il suo cinema di vicende personali.