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MARIGOLD HOTEL

MARIGOLD HOTEL - Cinema Farnese Persol

Titolo originale:  Marigold Hotel

Nazione:  Regno Unito

Anno:  2012

Genere:  Commedia, Drammatico

Durata:  123'

Regia:  John Madden

Sito ufficiale:  www.hotelmarigold.es

Distribuzione:  20th Century Fox

Recensione: Un'anziana vedova squattrinata, un'anziana coppia litigiosa, un anziano giudice gay, un'anziana governante razzista, un anziano dongiovanni frustrato, una anziana pluridivorziata in cerca di un uomo; sette anziani sconosciuti uno all'altro, si ritrovano sullo stesso aereo che li porterà a Jaipur, in India, dove li aspetta, secondo una pubblicità turistica, un favoloso albergo a buon mercato per vecchiaie scintillanti, che offre il più colorato paradiso degli acciacchi a buon mercato. Darsela immediatamente a gambe, soprattutto se anziani, per cercare film che promettono baci tra bei giovani anche dello stesso sesso, o che assicurano risate non amare, che impediscono di specchiarsi nelle stesse rughe e gli stessi sguardi allarmati, la stessa solitudine e le stesse paure da cui si sta fuggendo nella realtà? No, non si scappi da Marigold Hotel, perché si tratta di un film assolutamente british, quindi ben fatto, sufficientemente ironico, con grandi attori, e ovviamente prevedibile, come sono da un po' di tempo quasi tutti i film: e con l¿ormai indispensabile happy end, però qui, dato il soggetto, a breve: un solo morto, su 7, per di più deceduto senza accorgersene e in piena felicità! Per questo gruppo di più o meno settantenni è già un bel gesto di coraggio, di vitalità, di idea del futuro, quello di lasciare Londra, la casa, i figli, ma anche i debiti, le cure mediche troppo costose, gli appartamenti menagramo con annesso l'allarme automatico per il pronto soccorso, gli strascichi di una vita che non è più quella, amputata dagli affetti e dalle gioie del passato. Non sfinirsi nelle abitudini, nei rimpianti e nelle assenze, distrarsi, tentare l¿ultima avventura, chissà, addirittura ricominciare una nuova vita piena di cambiamenti e di sorprese: e la prima sorpresa per la vedova Judi Dench, per il giudice scapolone Tom Wilkinson, per l¿arrabbiata signorina Maggie Smith e tutti gli altri, è che il favoloso albergo è un rudere in disarmo, dove tutto è inservibile, dal telefono alla doccia, e nelle cui stanze hanno nidificato gli uccelli. Fuori dalla silenziosa oasi in disfacimento, il traffico, i rumori, i colori, la polvere, gli odori, il calore, il casino di Jaipur, che tanti occidentali decantano e altrettanti detestano. E così fanno i nostri pensionati inglesi: c'è chi si chiude in camera terrorizzato, chi va a visitare i templi, chi cerca un lavoro (e lo trova,) chi un amante e addirittura il grande amore (forse chissà), chi si fa operare da un medico indiano pur non fidandosi, chi ritrova una storia del passato. Il padrone dell¿albergo fatiscente è un entusiasta e bugiardo giovanotto che già fu il melenso ma radioso protagonista di The millionaire, l¿attore indiano Dev Patel; attorno un po' di tradizionale indianità, mucche ed elefanti tra corriere e motorini, mamma in sari che comanda a bacchetta il figlio, fidanzata modernissima - jeans, motorino, call center, talamo - interpretata dalla più bella ragazza mai vista al cinema dai tempi di Hedy Lamarr, l'indiana Tena Desae. Si sa che il 2012 è stato dichiarato l'anno europeo per l'invecchiamento attivo, e Marigold Hotel potrebbe essere il manifesto dell'iniziativa che ferve anche in Italia, con briosi geriatri impegnati a tenere svegli e sani i vecchi che gli capitano a tiro. Ispirandosi al romanzo These foolish things di Deborah Moggach, l'inglese John Madden (un ragazzo, è del '49!), lo ha diretto con la stessa simpatica ovvietà che ha assicurato un gran successo al suo Shakespeare in love (Oscar alla regina Elisabetta I di Judi Dench, poi regina Vittoria in La mia regina sempre dello stesso Madden). Prima che il cinema diventi del tutto obsoleto, la sua industria si sta ingegnando per resistere, adattandosi al momento gramo ma anche ai cambiamenti del pubblico se non del mondo: e per esempio, non solo si affida a filoni elementari, film per bambini, per adolescenti, per la mezza età, appunto per pensionati, saltando per ora i trenta-quarantenni che hanno altro per la testa: ma soprattutto scegliendo riposanti storie ingenue, carine, caste, rosa, possibilmente intelligenti, con tanti bravi attori, di rigore il lieto fine. Come appunto parecchi film in sala in questi giorni, come per esempio Hysteria, Quasi amici, Midnight in Paris, e appunto Marigold Hotel o in uscita il francese Il mio migliore incubo!, in cui sin dalla prima scena siamo sicuri che l'antipatica e affascinante manager d'arte Isabelle Huppert finirà con l'innamorarsi senza scampo del rozzo e villano ubriacone. Del resto anche i film d'autore e premi Oscar seguono le stesse regole, così, certo in modo più raffinato, da Hugo Cabret di Scorsese a The artist di Hazanavicius. Dentro questo nuovo guscio morbido, confortevole, i film sono puro intrattenimento talvolta di gran classe, e non suscitano pensieri, inquietudini, riflessioni: si vedono con piacere, si sorride, si lacrima, ci si sente per un po' a posto col mondo e si dimenticano subito. Avanti un altro, si spera. NATALIA ASPESI

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